Firmati accordi su agibilità sindacali ed assetti contrattuali nel Credito Cooperativo

Ieri sono stati firmati da Federcasse e le Organizzazioni Sindacali, due importanti accordi per il sistema del Credito Cooperativo, sull’agibilità sindacali e sugli assetti contrattuali.

Accordo sulle agibilità sindacali

L’accordo sulle agibilità sindacali definisce la materia dei distacchi e dei permessi per lo svolgimento dell’attività sindacale riferendolo ai vari livelli di negoziazione: nazionale, di gruppo, locale e aziendale; confermata inoltre la normativa per la costituzione delle Rappresentanze Sindacali Aziendali. Con l’accordo vengono inoltre definite le norme sulle assemblee del personale, con la possibilità di svolgimento delle stesse, in via sperimentale fino al 31/12/2021, anche in modalità videoconferenza.
L’accordo coglie l’obiettivo di razionalizzare e qualificare lo svolgimento dell’attività sindacale in relazione al mutato contesto del settore e riconosce con più aderenza rispetto al passato il grado di rappresentatività delle varie Organizzazioni sindacali.
Questi i punti qualificanti:
– Il monte ore annuale di permessi retribuiti passa da 5 ore a 6 ore e 30 minuti per ciascun iscritto per Organizzazione sindacale
– Riconoscimento del distacco per i coordinatori delle Delegazioni di Gruppo
– Aumento dei distacchi senza cedole con parziali distacchi in franchigia per trattative
– Introdotta la gestione elettronica delle cedole
– Regolamentazione delle assemblee del personale con la possibilità di essere gestite in via sperimentale, fino al 31/12/2021, anche in modalità videoconferenza
– Conferma della RSA in ambito regionale
– Decorrenza dell’accordo 1/1/2021, con durata triennale.

Accordo sugli assetti contrattuali

L’accordo sugli assetti contrattuali individua il perimetro delle nuove relazioni sindacali in relazione ai mutati scenari di settore, che vedono i Gruppi Bancari cooperativi come soggetti negoziali per la contrattazione di secondo livello. Per quanto riguarda il PDR, viene confermato per il 2021 il meccanismo in vigore su dati 2020, mentre per gli anni successivi la materia verrà definita all’interno della contrattazione di Gruppo. Rimane il mantenimento della contrattazione di prossimità per il welfare e per la formazione identitaria, e il mantenimento dell’operatività degli Enti bilaterali costituiti dalle Federazioni a livello locale. Le procedure di confronto su orari di lavoro, distacchi, prevenzione dei conflitti collettivi di cui all’art. 22 saranno in capo alle Capogruppo e vengono allungati i tempi a disposizione per la durata massima delle procedure, salvo le proroghe che si renderanno necessarie.
Questi i punti principali:
– Revisione degli assetti contrattuali con la definizione dei nuovi interlocutori nei Gruppi Bancari cooperativi come soggetti negoziali per la contrattazione di secondo livello.
– Conferma del meccanismo del premio di risultato 2021 sui dati 2020; i premi di risultato successivi saranno gestiti dalla contrattazione di Gruppo
– Mantenimento della contrattazione di prossimità per il welfare e per la formazione identitaria.
– Mantenimento dell’operatività degli Enti bilaterali costituiti dalle Federazioni a livello locale
– Le procedure di confronto su orari di lavoro, distacchi, prevenzione dei conflitti collettivi vengono gestiti dalle Capogruppo e dalle Delegazioni di gruppo e vengono allungati i tempi a disposizione per la durata massima delle procedure, salvo le proroghe che si renderanno necessarie.

Promozione dei Progetti Utili alla collettività nel Lazio

Siglato l’11/5/2021, tra la Regione Lazio, l’ANCI Lazio e la CGIL Roma e Lazio, la CISL Lazio, la UIL Lazio, la CGIL FP Roma e Lazio, la CISL FP Lazio, la UIL FPL Roma Lazio, il protocollo d’intesa Progetti Utili alla collettività (PUC) per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza (RdC) nel Lazio.

Il presente Protocollo ha come obiettivi:
– stimolare il confronto tra le Parti territoriali (Comuni e OO.SS. firmatarie del presente Protocollo) sia nella fase di predisposizione dei progetti sia in quella di realizzazione;
– il monitoraggio delle attività e delle misure connesse ai PUC;
– la promozione di un’azione sinergica fra le Parti firmatarie del presente Protocollo;
– contrastare le possibili distorsioni nella realizzazione dei PUC che possono determinare il fallimento della misura perché non in linea con la filosofia ispiratrice e gli obiettivi della norma.
Le Parti condividono di realizzare le attività di cui al presente Protocollo, ciascuna nel rispetto delle proprie competenze e, in particolare al fine di:
– fornire ai Distretti e ai comuni del Lazio un supporto nella programmazione e nel monitoraggio della misura, con l’obiettivo di rendere omogeneo nella Regione Lazio l’impiego della stessa;
– promuovere il coinvolgimento delle Parti sociali nella fase di predisposizione e di realizzazione dei progetti, ferma restando la titolarità dei progetti in capo ai Comuni e nel rispetto degli ambiti di intervento, di attuazione e di gestione degli stessi, per favorire una proficua collaborazione volta a monitorare gli obiettivi attesi.
Al fine di favorire la semplificazione e l’omogeneità nella procedura di attivazione dei PUC, la Regione e l’ANCI Lazio definiscono, nel rispetto della normativa vigente, un documento informativo che, valorizzando i principi e le indicazioni previste nel presente Protocollo, fornisce indicazioni in ordine alla programmazione dei PUC e alla loro attivazione, garantendo ai Comuni un supporto nell’attivazione della misura.
Le Parti condividono di istituire un Tavolo di monitoraggio composto da un membro per ciascuna delle Parti firmatarie del presente Protocollo con il compito di:
– realizzare un monitoraggio con report semestrali della misura PUC e, nella loro attuazione, del rispetto dei principi e delle indicazioni previste nel presente Protocollo, approfondendo i dati per comune e per provincia;
– definire modalità di coordinamento permanente tra la Regione Lazio e i Distretti sociosanitari, con la partecipazione delle Parti firmatarie del presente Protocollo, per l’identificazione delle eventuali ragioni ostative che possano pregiudicare o influire sulla partecipazione ai progetti di che trattasi;
– raccogliere le buone prassi già realizzate o in corso di realizzazione su tutto il territorio regionale attraverso forme di volontariato, cittadinanza attiva, lavoro protetto ed altro, attuate nei Comuni, anche con l’apporto di Enti Pubblici e di Soggetti del Terzo Settore, assimilabili per uno o più aspetti ai principi cardine dei PUC;
– promuovere il rispetto fra tutti gli attori coinvolti del principio secondo il quale “le attività previste nell’ambito dei PUC non sono assimilabili ad attività di lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo, non determinano in alcun caso l’instaurazione di un rapporto di lavoro” e “il beneficiario del Reddito di Cittadinanza non può svolgere attività in sostituzione di personale dipendente o connesse ad attività oggetto di appalto o di affidamento all’esterno”;
– analizzare le dinamiche sui territori al fine di individuare proposte condivise per eventuali correttivi nella gestione dello strumento;
– redigere una relazione annuale sull’attuazione dei PUC nella Regione Lazio con particolare riferimento a:
   – i settori maggiormente interessati dai Comuni nella predisposizione dei progetti;
   – le problematiche eventualmente-riscontrate;
– analizzare quanto emerge dal Tavolo di monitoraggio al fine di raccogliere eventuali ulteriori proposte e, in tal caso, individuare ulteriori sperimentazioni sulla base delle migliori pratiche dei PUC a livello nazionale e/o a livello europeo.

Emersione rapporti lavoro irregolare e rilascio permesso di soggiorno per attesa occupazione: chiarimenti

Con circolare 11 maggio 2021, n. 3625, alla luce di segnalazioni pervenute dal territorio e di ulteriori interlocuzioni intervenute con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il Ministero dell’interno, facendo seguito alla circolare n. 3020/2021, torna ad occuparsi delle procedure di emersione dei rapporti di lavoro irregolare, fornendo ulteriori chiarimenti.

Secondo quanto previsto con la circolare n. 3020/2021 del Ministero dell’Interno, nel caso in cui sia stata dichiarata l’emersione di un rapporto di lavoro a tempo determinato nel settore agricolo e, in attesa della convocazione presso lo Sportello, sia spirato il termine finale del rapporto medesimo, la procedura di emersione può proseguire nell’eventualità in cui il datore di lavoro manifesti la volontà di prorogare il precedente rapporto o anche di voler nuovamente assumere il lavoratore. Nel caso invece in cui il datore di lavoro non abbia né l’intenzione di voler prorogare il rapporto, né di voler nuovamente assumere il lavoratore, non sarebbe possibile rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione.
Inoltre, non si ravvisano ragioni ostative al subentro di un diverso datore di lavoro che, nell’ambito della stessa procedura di emersione, si renda disponibile ad instaurare un nuovo rapporto di lavoro con il medesimo lavoratore straniero e a sottoscrivere il prescritto contratto di soggiorno.
Facendo seguito alla citata circolare, alla luce di segnalazioni pervenute, il Ministero dell’Interno – con circolare 11 maggio 2021, n. 3625 – fornisce alcune puntualizzazioni.
La disciplina dettata nella circolare per la fattispecie di dichiarazione di emersione di un rapporto di lavoro a tempo determinato conclusosi perché spirato il termine finale, nelle more della convocazione degli interessati presso lo Sportello Unico, si applica anche ai rapporti di lavoro domestico e di assistenza alla persona. Pertanto, in queste ultime ipotesi è consentito il subentro nella procedura di un nuovo datore di lavoro anche se non componente del nucleo familiare.
Inoltre, nel caso in cui si verifichi la cessazione del rapporto di lavoro per cause non di forza maggiore, si ritiene che anche in questa fattispecie possa essere previsto il subentro di un nuovo datore di lavoro.
Qualora, invece, anche a causa delle gravi conseguenze che il perdurare dell’emergenza pandemica ha provocato nel mercato del lavoro, non vi sia un nuovo datore di lavoro disponibile all’assunzione del lavoratore, in considerazione del lungo tempo trascorso dall’invio dell’istanza e dell’alto numero di pratiche ancora in trattazione, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, interessato in merito, conviene possa essere rilasciato allo straniero un permesso di soggiorno per attesa occupazione.
In ogni caso, gli Sportelli Unici dovranno svolgere gli opportuni accertamenti ai fini di una valutazione volta ad escludere che la domanda di emersione sia stata inoltrata strumentalmente e che il rapporto di lavoro si sia instaurato in modo fittizio.

In tutte le ipotesi sopra descritte sarà, comunque, necessario procedere alla convocazione presso lo Sportello sia del datore di lavoro che aveva avanzato istanza di emersione sia del lavoratore per il perfezionamento della procedura di sottoscrizione del contratto relativo al rapporto di lavoro cessato.
Infine, laddove le istanze fossero state rigettare a causa della cessazione del rapporto di lavoro, si considera opportuno procedere al riesame degli stessi in via di autotutela.