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Proroga agevolazioni Metasalute nell’industria metalmeccanica

Proroga agevolazioni Metasalute nell’industria metalmeccanica

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Metasalute ha comunicato che ha prorogato sino al 30/4/2021 la possibilità di fruire di una deroga alla richiesta di produzione del Referto di Pronto Soccorso per l’accesso alle prestazioni a seguito di infortunio.

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Metasalute, dopo il rinnovo del Piano Sanitario Integrativo “Protezione Sindromi Influenzali di natura pandemica (COVID-19)”, ha comunicato che nell’ambito delle azioni realizzate a tutela di tutti i lavoratori dell’Industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti e per i lavoratori del comparto orafo e argentiero iscritti, ha prorogato sino al 30/4/2021 la possibilità di fruire di una deroga alla richiesta di produzione del Referto di Pronto Soccorso (quale documento probante il trauma o sinistro occorso) per l’accesso alle prestazioni a seguito di infortunio.
Tale agevolazione risponde alle disposizioni emanate dalle Autorità Nazionali e Regionali sul tema della Salute e Sanità Pubblica che prevedono anche la riduzione al minimo degli accessi al Pronto Soccorso proprio in ragione dell’emergenza sanitaria in corso.
Pertanto, per le prestazioni sanitarie che si rendessero necessarie a seguito di infortunio, verrà accettata, in sostituzione del referto del Pronto Soccorso, anche la Certificazione di Infortunio redatta dal Medico di base o dallo Specialista.
Nel caso in cui la Compagnia Assicurativa – Intesa Sanpaolo RBM Salute – dovesse ritenere non sufficiente la documentazione ricevuta, potrà richiedere all’Iscritto di sottoporsi a visita medica erogata da un medico legale indicato e incaricato dalla Compagnia, con spese a carico della stessa.

Bonus R&S: via libera per i prototipi

La realizzazione di prototipi che costituiscono attività di sviluppo sperimentale rientrano nell’ambito del bonus ricerca e sviluppo e pertanto sono da ricomprendere tutte le spese di personale impiegato nell’attività e quelle sostenute per materiali e forniture direttamente impiegati nella realizzazione del prototipo (Agenzia Entrate – risposta 21 aprile 2021, n. 280).

Rientrano nel credito d’imposta R&S anche i prototipi aventi le seguenti caratteristiche: modello originale creato appositamente per l’esecuzione del progetto e non disponibile, quindi, come prodotto di serie né come unità di pre-produzione destinata all’ottenimento di certificazioni tecniche o giuridiche, che possiede le qualità tecniche essenziali e le caratteristiche di funzionamento del prodotto finale da realizzare e che permetta di effettuare le prove per apportare le modifiche necessarie e fissare le caratteristiche finali del prodotto.

La realizzazione dei suddetti prototipi costituisce attività di sviluppo sperimentale nell’accezione rilevante agli effetti del credito d’imposta.

Pertanto, sono da considerare eleggibili al credito d’imposta, in quanto rispondenti ai requisiti di pertinenza e congruità, le spese del personale interno direttamente impiegato nelle attività di “sviluppo sperimentale” e anche le spese per materiali e forniture direttamente impiegati nella realizzazione del prototipo.

Quanto alle spese sostenute per i consulenti esterni, possono essere considerati, nell’ottica della disciplina agevolativa, alla stregua di “personale esterno” (vale a dire, non avente un rapporto di lavoro subordinato con l’impresa) e che, tuttavia, contribuisce direttamente alle attività ammissibili svolte internamente dalla società (attività qualificabili cioè come attività “intra-muros”); tale “personale esterno”, può includere, peraltro, sia lavoratori autonomi operanti come consulenti, sia anche lavoratori dipendenti di altre imprese distaccati presso l’impresa impegnata nelle attività di ricerca e sviluppo.

Agevolazione prima casa: nessun ostacolo in presenza di immobile ereditato

È possibile avvalersi dell’agevolazione prima casa in relazione alla stipula di un nuovo atto di acquisto agevolato, in caso di possidenza di altro immobile ereditato situato nello stesso Comune, anche qualora quest’ultimo sia stato acquistato con le agevolazioni di cui all’art. 69, co. 3, L. n. 342/2000, sempre a condizione che si proceda alla vendita entro l’anno dell’immobile precedentemente acquistato (Agenzia Entrate – risposta 21 aprile 2021, n. 277).

L’agevolazione c.d. “prima casa” trova applicazione anche agli immobili trasferiti a titolo gratuito mortis causa o inter vivos, sia pure con riferimento alle sole imposte ipotecarie e catastali.
L’applicazione dell’agevolazione introdotta per l’acquisto a titolo gratuito non preclude la possibilità di fruire, in caso di successivo acquisto a titolo oneroso di altra abitazione, dei benefici riservati alla prima casa, per la diversità dei presupposti che legittimano l’acquisto del bene in regime agevolato.
Nel caso di specie, detta possibilità appare preclusa per la presenza nel territorio del comune in cui si intende procedere ad un nuovo acquisto agevolato a titolo oneroso, della titolarità di altra casa di abitazione.
Posta tale preclusione, va ricordato che il contribuente può fruire delle agevolazioni “prima casa”, nonostante sia titolare, nel Comune di residenza, di un altro immobile, precedentemente acquistato beneficiando delle agevolazioni. Tale nuova disciplina agevolativa riservata alla “prima casa” di abitazione trova applicazione anche con riferimento agli acquisti effettuati a titolo gratuito.
L’effetto che si produce a seguito dell’applicazione di tale particolare previsione introdotta in materia di sostituzione della “prima casa” è quello comunque di consentire al contribuente al termine dell’anno per l’alienazione la titolarità nello stesso comune di un solo immobile acquistato con le agevolazioni “prima casa”.
Pertanto, ricorrendo le altre condizioni di cui alla Nota II-bis, sia possibile avvalersi dell’agevolazione “prima casa” in relazione alla stipula di un nuovo atto di acquisto agevolato, in caso di possidenza di altro immobile situato nello stesso Comune, anche qualora quest’ultimo sia stato acquistato a titolo gratuito, sempre a condizione che si proceda alla vendita entro l’anno dell’immobile precedentemente acquistato a titolo gratuito.