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Emergenza pandemica: trattamento fiscale dei contributi

Il Fisco fornisce alcuni chiarimenti sul trattamento fiscale degli “aiuti”, a livello statale e regionale, erogati durante e/o a causa dell’emergenza pandemica (Agenzia dell’entrate – Risposta n. 618 del 20 settembre 2021)

Non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) «i contributi e le indennità di qualsiasi natura erogati»:
a) in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (seppur diversi da quelli esistenti prima della medesima emergenza);
b) da chiunque erogati;
c) spettanti ai soggetti esercenti impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi;
d) indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione.
Per quanto concerne la compilazione dei modelli dichiarativi, si rammenta che nella “Tabella codici aiuti di Stato” posta in calce alle istruzioni dei modelli REDDITI sono espressamente ricompresi:
Codice 20 – Contributo a fondo perduto i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19” Art. 25, D.L. n. 34/2020;
Codice 60 – Credito d’imposta canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda Art. 28 D.L. n. 34/2020;
Codice 58 – Credito d’imposta Commissioni per pagamenti elettronici Art. 22, D.L. n. 124/2019.

Ultimi chiarimenti dal Fisco sul Cfp Sostegni

FornitI chiarimenti sul contributo a fondo perduto non spettante e su quello spettante ad una associazione (Agenzia delle Entrate – risposte 17 settembre 2021, n. 605 e 20 settembre 2021, n. 617).

L’avvocato, che partecipa in un’associazione professionale costituita ad aprile 2020, nel calcolo del contributo a fondo perduto del decreto Sostegni deve considerare, oltre al fatturato individuale, anche gli effetti dell’acquisizione della clientela proveniente dai professionisti che hanno costituito l’associazione, sia in relazione alle modalità di determinazione della soglia massima dei compensi, tenendo conto del fatturato generato dalla predetta clientela nella misura in cui sia stata trasferita nella gestione associata, sia per quanto riguarda la quantificazione della riduzione del fatturato, calcolando le medie dei periodi di riferimento avendo cura di considerare sia il fatturato dell’associazione sia quello dei clienti dei professionisti trasferiti allo studio associato.

Inoltre, il contribuente che ha percepito il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni e che successivamente si accorge di non averne diritto e spontaneamente intende restituirlo non è soggetto a sanzioni ma al solo calcolo degli interessi.

Per l’erogazione non imponibile nessuna certificazione

Qualora la donazione non costituisce reddito per il beneficiario, l’ente erogatore non deve certificarla ai fini Irpef in qualità di sostituto d’imposta (Agenzia Entrate – risposta 20 settembre 2021, n. 613).

I sostituti d’imposta che corrispondono compensi, sotto qualsiasi forma, soggetti a ritenute alla fonte presentano annualmente una dichiarazione unica relativa a tutti i percipienti.
L’Agenzia delle Entrate in relazione al trattamento fiscale delle somme raccolte da una Federazione a titolo di donazione in favore dei propri iscritti e, successivamente, corrisposte a questi ultimi, ha ritenuto che tali erogazioni non generassero materia imponibile nei confronti dei beneficiari.
A tale conclusione si perveniva considerando la Federazione quale mero strumento organizzativo nella raccolta e nella successiva destinazione delle donazioni che, altrimenti, sarebbero state versate direttamente agli iscritti della stessa colpiti da Covid-19.
Considerato che in quest’ultima ipotesi, tali erogazioni non avrebbero generato materia imponibile in capo ai beneficiari, le medesime indennità percepite per il tramite della Federazione non costituiscono reddito imponibile per i beneficiari, in quanto non inquadrabili in alcuna delle categorie reddituali previste dal Tuir.
Conseguentemente, considerato che tali erogazioni non costituiscono reddito per i percipienti, non graverà alcun obbligo di certificazione.