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I versamenti hanno valore presuntivo nei confronti di tutti i contribuenti

In tema d’imposte sui redditi, la presunzione legale della disponibilità di maggior reddito, desumibile dalle risultanze dei conti bancari, non è riferibile ai soli titolari di reddito di impresa o da lavoro autonomo, ma si estende alla generalità dei contribuenti (Corte di cassazione – ordinanza n. 29572/2018).

La Corte di Cassazione ha precisato che le operazioni bancarie di prelevamento hanno valore presuntivo nei confronti dei soli titolari di reddito di impresa, mentre quelle di versamento nei confronti di tutti i contribuenti, i quali possono contrastarne l’efficacia dimostrando che le stesse sono già incluse nel reddito soggetto ad imposta o sono irrilevanti.

In tal senso, incombe sul contribuente l’onere di provare l’esatta provenienza delle somme che affluiscono sul proprio conto corrente qualora l’amministrazione finanziaria dimostri in via presuntiva che tali somme rappresentano maggiori redditi tassabili.

Contributi e premi pregressi accertati: deducibilità

L’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto la deducibilità di contributi previdenziali e premi assicurativi pregressi riferiti a personale dipendente, oggetto di contestazione a seguito di ispezione degli organi di controllo, per l’ammontare presumibilmente dovuto all’esito dei ricorsi pendenti in sede sia amministrativa che giudiziaria, purché contabilizzato in bilancio tra i componenti negativi in conformità ai principi contabili (Risposta all’interpello 5 dicembre 2018, n. 102)

L’Agenzia delle Entrate ha fornito il proprio parere riguardo alla deducibilità dei componenti negativi, rappresentati da maggiori contributi previdenziali e premi assicurativi per il personale dipendente, accertati dall’INPS e dall’INAIL a seguito di ispezione, e rilevati in bilancio per l’ammontare presumibilmente dovuto sulla base delle valutazioni legali riguardanti l’esito dei ricorsi pendenti (sia in sede amministrativa, sia in sede giudiziaria).
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha confermato la rilevanza fiscale di tali componenti negativi, in virtù del principio di derivazione rafforzata che informa il bilancio ITA GAAP, nel periodo d’imposta di notifica del verbale di contestazione dei maggiori contributi previdenziali e costi per assicurazioni obbligatorie per il personale dipendente, tenuto conto che le somme risultano “dovute” in ragione del fatto che i provvedimenti possono essere messi in riscossione senza ulteriori verifiche e conseguentemente la società in assenza di pagamento ne subirebbe la riscossione coattiva.
La deducibilità resta esclusa, in ogni caso, per sanzioni e interessi.
L’Agenzia precisa, peraltro, che ai fini della deducibilità, i contributi previdenziali e i costi per assicurazioni obbligatorie per il personale dipendente, ancorché derivanti da atti di accertamento dell’INPS e dell’INAIL, non sono riconducibili alla fattispecie degli oneri fiscali prevista dalle norme di determinazione del reddito d’impresa, poiché si tratta di oneri contributivi e non di imposte.

Modalità di consegna della dichiarazione trasmessa per via telematica

I contribuenti e sostituti d’imposta devono conservare una dichiarazione sottoscritta, mentre analogo requisito non è, invece, prescritto per i soggetti incaricati della trasmissione, che possono conservare su supporto informatico le copie delle dichiarazioni trasmesse, a condizione che siano riproducibili su modello conforme a quello approvato dal Fisco. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 06 dicembre 2018, n. 97).

 

Gli intermediari (es. iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro, ecc.) possono essere incaricati di trasmettere, per via telematica, all’Agenzia delle entrate, sia le dichiarazioni da loro predisposte per conto del contribuente sia quelle predisposte dal contribuente stesso.
Gli intermediari rilasciano al contribuente entro trenta giorni dal termine previsto per la presentazione in via telematica, la dichiarazione trasmessa e copia della comunicazione dell’Agenzia delle entrate di ricezione della dichiarazione.
I contribuenti e i sostituti di imposta che presentano la dichiarazione in via telematica, direttamente o tramite altri soggetti incaricati, conservano la dichiarazione debitamente sottoscritta, nonché i documenti rilasciati dal soggetto incaricato di predisporre la dichiarazione. L’Amministrazione finanziaria può chiedere l’esibizione della dichiarazione e dei suddetti documenti. I soggetti incaricati della trasmissione delle dichiarazioni conservano, anche su supporti informatici copia delle dichiarazioni trasmesse, delle quali l’Amministrazione finanziaria può chiedere l’esibizione.
Da ciò si evince che i contribuenti e sostituti d’imposta devono conservare una dichiarazione sottoscritta, mentre analogo requisito non è, invece, prescritto per i soggetti incaricati della trasmissione, che possono conservare su supporto informatico le copie delle dichiarazioni trasmesse, a condizione che siano riproducibili su modello conforme a quello approvato dal Fisco.
Coerentemente con tale interpretazione, il Fisco ha chiarito che il contribuente è tenuto alla conservazione della dichiarazione originale da lui sottoscritta e che la copia su supporto informatico conservata dall’incaricato della trasmissione telematica può non riprodurre la sottoscrizione del contribuente. Pertanto, il soggetto che presta l’assistenza fiscale può richiedere al contribuente l’apposizione della sottoscrizione sulla copia della dichiarazione, anche proponendo l’utilizzo di uno dei sistemi previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale.
Inoltre, si precisa che la copia della dichiarazione e del relativo prospetto di liquidazione, sottoscritti dal soggetto che ha apposto il visto, possono essere consegnati direttamente su supporto informatico ovvero in modalità telematica ai contribuenti che abbiano sottoscritto specifica richiesta. In caso di consegna in modalità telematica, la stessa dovrà essere effettuata con sistemi che prevedano, attraverso l’utilizzo di credenziali di accesso qualificate e rilasciate di persona, l’identificazione certa e preventiva del contribuente, ferma restando l’osservanza generale delle misure di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.
È tuttavia possibile consegnare, nel termine previsto dal Fisco, la dichiarazione trasmessa per via telematica e la relativa comunicazione di ricezione dell’Agenzia delle entrate con modalità diverse rispetto alla consegna fisica e/o manuale.