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Domande disoccupazione agricoli: chiarimenti dell’Inps

Con il Messaggio n. 271 del 19 gennaio 2018, l’INPS ha reso noto l’attivazione della procedura di trasmissione telematica delle domande di disoccupazione e/o assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti agricoli di competenza 2017, fornendo altresì istruzioni sulle modalità di presentazione.

DISOCCUPAZIONE AGRICOLI

Hanno diritto all’indennità di disoccupazione agricola, i lavoratori agricoli dipendenti e le figure equiparate.
In particolare, la prestazione spetta a:
– operai agricoli a tempo determinato iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti;
– operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano in parte durante l’anno;
– piccoli coloni;
– compartecipanti familiari;
– piccoli coltivatori diretti che integrano fino a 51 le giornate di iscrizione negli elenchi nominativi mediante versamenti volontari.
Per il riconoscimento della prestazione, tuttavia, è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:
– iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti per l’anno 2017 ovvero esistenza di un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato per parte del 2017;
– almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (mediante l’iscrizione negli elenchi agricoli per almeno due anni o in alternativa con l’iscrizione negli elenchi per l’anno di competenza della prestazione e l’accreditamento di un contributo contro la disoccupazione involontaria per attività dipendente non agricola precedente al biennio di riferimento della prestazione);
– almeno 102 contributi giornalieri nel biennio 2016-2017 (anche mediante cumulo con la contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola, purché l’attività agricola sia prevalente nel 2017 o nel biennio 2016-2017). Per raggiungere i 102 contributi, possono essere utilizzati anche quelli figurativi relativi a periodi di maternità obbligatoria e di congedo parentale, compresi nel biennio utile.

L’indennità di disoccupazione agricola spetta per un numero di giornate pari a quelle lavorate entro il limite massimo di 365 giornate annue, dalle quali devono essere sottratte:
– le giornate di lavoro dipendente agricolo e non agricolo;
– le giornate di lavoro in proprio agricolo e non agricolo;
– le giornate indennizzate a titolo di malattia, maternità, infortunio, ecc.;
– quelle non indennizzabili, quali per esempio per espatrio definitivo.

L’indennità è pagata direttamente dall’Inps, in un’unica soluzione, ed è calcolata nella misura del 40% della retribuzione di riferimento, al netto della trattenuta a titolo di contributo di solidarietà pari al 9% dell’indennità giornaliera di disoccupazione (la trattenuta è effettuata per un massimo di 150 giorni).
Per gli operai agricoli a tempo indeterminato l’indennità è determinata in misura pari al 30% della retribuzione effettiva, senza applicazione della trattenuta per contributo di solidarietà.

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE – CHIARIMENTI INPS

L’Istituto ha reso noto che è possibile presentare le domande di indennità di disoccupazione e/o assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti agricoli in competenza 2017, tramite gli sportelli telematici, sia off-line sia online.
Dal 19 gennaio 2018, infatti, è operativo il servizio per la trasmissione telematica delle domande, che devono essere presentate, a pena di decadenza, entro il 31 marzo 2018.
In particolare, le domande “online” possono essere trasmesse attraverso i servizi Inps “Patronato” e “Cittadino”, accessibili dal portale dell’Istituto, con le specifiche credenziali.

L’Inps ha precisato che rispetto agli anni precedenti, la domanda di disoccupazione non contiene la contestuale richiesta delle detrazioni fiscali.
In qualità di sostituto d’imposta, l’Inps riconoscerà le detrazioni fiscali relative al reddito, in modo automatico, sulle somme spettanti a titolo di indennità di disoccupazione agricola. Un’eventuale diversa applicazione, dovuta ad esempio alla presenza di altri redditi, dovrà essere richiesta attraverso il nuovo servizio on-line delle “Detrazioni Unificate” disponibile nel sito www.inps.it. Il servizio consente sia di inserire una nuova richiesta, sia di visualizzare l’ultima presentata per confermarla o modificarla.

Elenchi nominativi braccianti agricoli per l’anno 2017

La notifica degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli avviene mediante pubblicazione online sul sito Inps, entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Pertanto, gli elenchi nominativi annuali validi per l’anno 2017 dovranno essere pubblicati entro il 31 marzo prossimo.

Il comma 6, art. 21, legge 23 luglio 1991, n. 223 ha previsto che agli operai agricoli a tempo determinato iscritti negli elenchi anagrafici dei comuni dichiarati colpiti da eccezionale calamità o avversità atmosferica che siano rimasti privi di occupazione in conseguenza degli eventi medesimi, è riconosciuto, ai fini previdenziali e assistenziali, in aggiunta alle giornate di lavoro prestate, il numero di giornate necessarie al raggiungimento del numero di giornate riconosciute nell’anno precedente.
Il comma 65, art. 1, legge 24 dicembre 2007, n. 247 ha sostituito il comma 6 citato e ha previsto che il requisito di accesso al beneficio, non sia più collegato alla residenza nei territori colpiti da calamità, bensì riferito alle aziende operanti nei territori colpiti dalle avversità atmosferiche inserite nel Piano assicurativo.
Le aziende – si rammenta – i cui lavoratori hanno diritto ai benefici di cui alla norma citata, devono aver usufruito degli interventi di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n.102:
Le circolari n. 102 del 26 novembre 2008 e n. 57 del 14 aprile 2009 hanno illustrato sia le novità normative sia i relativi adempimenti per la compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli.

lscrizione negli elenchi anagrafici anno 2017
Il beneficio consiste nel riconoscimento, ai fini previdenziali ed assistenziali, in aggiunta alle giornate di lavoro prestate, di un numero di giornate necessarie al raggiungimento di quelle lavorative effettivamente svolte alle dipendenze dei medesimi datori di lavoro nell’anno precedente a quello di fruizione dei benefici; si precisa che, al fine della fruizione per l’anno 2017 del citato beneficio, il lavoratore deve essere stato occupato per almeno cinque giornate presso un’impresa agricola. Il beneficio si applica anche ai piccoli coloni e compartecipanti familiari.
Le aziende interessate dovranno trasmettere per via telematica la dichiarazione di calamità direttamente o avvalendosi degli intermediari autorizzati.
L’applicazione è raggiungibile, nella sezione “Servizi Online”, con la dicitura “dichiarazione di calamità aziende agricole” ed è fruibile con le consuete modalità di accesso dell’invio telematico del Dmag-Unico.
Le dichiarazioni di calamità devono fare riferimento alle aree delimitate da decreti/delibere regionali.
Per la concessione del beneficio ai piccoli coloni e compartecipanti familiari, i concedenti devono presentare istanza cartacea come da apposito fac-simile.
La trasmissione, telematica o cartacea, dovrà avvenire entro la data del 23 febbraio p.v., per dar modo alle Strutture territoriali di procedere alla validazione delle domande entro il 2 marzo p.v.

IRAP: tra i coniugi collaboratori c’è autonoma organizzazione

I coniugi che svolgono insieme la stessa professione sono soggetti ad IRAP (Corte di Cassazione – Ordinanza 18 gennaio 2018).

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del professionista-avvocato avverso la sentenza della CTR che lo aveva assoggettato ad IRAP per aver utilizzato in modo permanente altro professionista legale per l’espletamento dell’attività professionale, integrando così il requisito dell’autonoma organizzazione.
Recentemente le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.
Inoltre, la stessa Corte ha precisato che il presupposto dell’autonoma organizzazione” ricorre quando il professionista responsabile dell’organizzazione si avvalga, pur senza un formale rapporto di associazione, della collaborazione di un altro professionista (nella specie, del coniuge), stante il presumibile intento di giovarsi delle reciproche competenze, ovvero della sostituibilità nell’espletamento di alcune incombenze, sì da potersi ritenere che il reddito prodotto non sia frutto esclusivamente della professionalità di ciascun componente dello studio.
Nel caso di specie la CTR ha ritenuto integrato l’elemento dell’autonoma organizzazione in relazione alla contitolarità dello studio legale del contribuente con la sua coniuge, anche in assenza di prova circa il carattere associato dello studio professionale.
Ancorché la parte ricorrente abbia dedotto che la creazione di un’associazione professionale di fatto integrasse una mera supposizione, non risulta in alcun modo che il professionista abbia dimostrato l’irrilevanza di tale fattore rispetto alla sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione.
Né può revocarsi in dubbio che siffatto onere probatorio, incombendo sul contribuente, avrebbe dovuto sostanziarsi nella piena dimostrazione dell’assenza di rilevanza dell’attività del coniuge avvocato rispetto alla produzione di reddito e, conseguentemente, dell’assenza del requisito dell’autonoma organizzazione, invece indubbiamente conclamato dalla presenza, all’interno del medesimo studio, di un altro legale capace di rafforzare, attraverso le proprie competenze, l’offerta dell’altro collega con il quale opera in regime di contitolarità come ritenuto, con accertamento di fatto non sindacabile, dalla stessa CTR.