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Gestione separata: indennità di maternità o paternità e congedo parentale

L’Inps illustra le novità introdotte dalla legge 22 maggio 2017, n. 81. In particolare, fornisce istruzioni amministrative e operative in materia di diritto all’indennità di maternità o paternità in favore delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla Gestione separata, a prescindere dall’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Nell’ottica di garantire un’adeguata tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e di favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato, la legge 22 maggio 2017, n. 81, ha introdotto rilevanti modifiche al T.U. in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al D.lgs n. 151/2001. Tali disposizioni sono entrate in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale, ossia dal 14 giugno 2017.

Diritto all’indennità di maternità o paternità a prescindere dall’effettiva astensione lavorativa
Secondo il nuovo articolo 64 del T.U. – rubricato “Lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335” – la tutela della maternità c.d. obbligatoria non è più condizionata, a differenza del previgente regime normativo, all’obbligo di astensione dall’attività lavorativa.
La riforma si applica sia agli eventi “parto” sia alle adozioni o affidamenti preadottivi nazionali o internazionali.
Ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità o paternità continua ad essere necessario il possesso, da parte del soggetto richiedente, del requisito contributivo delle tre mensilità, dovute o versate, comprensive dell’aliquota maggiorata, nei dodici mesi antecedenti l’inizio del periodo indennizzabile.
Alla luce della riforma non risulta più necessario, ai fini dell’erogazione dell’indennità di maternità o paternità, produrre le dichiarazioni di astensione dall’attività lavorativa, conseguentemente, il percepimento di compensi nel periodo di corresponsione dell’indennità di maternità o paternità non preclude l’erogazione dell’indennità stessa.

Flessibilità del congedo di maternità
Per gli iscritti alla Gestione separata che vogliano astenersi dal lavoro durante i periodi di maternità/paternità, continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di flessibilità del congedo di maternità.
Tuttavia si precisa che, alla luce della novità normativa, non è più necessario produrre all’INPS la certificazione medica di cui al citato articolo 20, comma 1, che la lavoratrice deve comunque acquisire prima dell’inizio della flessibilità e produrre al proprio committente. Permane, invece, l’obbligo per la lavoratrice di comunicare all’Istituto la scelta di avvalersi della flessibilità, al fine di consentire l’individuazione del periodo di riferimento nel quale verificare la presenza dei tre mesi di contribuzione, che coincide con i dodici mesi interi precedenti l’inizio del diverso periodo di congedo richiesto dall’interessata.

Rinvio e sospensione del congedo di maternità o paternità
Per gli iscritti alla Gestione separata che vogliano astenersi dal lavoro durante i periodi di maternità/paternità, continuano a trovare applicazione le disposizioni in materia di rinvio e sospensione del congedo di maternità, di cui all’articolo 16-bis del T.U. Alla luce della novità normativa, l’Istituto però necessita delle sole comunicazioni della data di sospensione e della data di fine della sospensione.

Periodo transitorio
Le domande di indennità che hanno ad oggetto periodi di congedo di maternità o paternità ricadenti interamente o parzialmente nel periodo di vigenza della legge n. 81 del 22 maggio 2017 devono essere gestite nel seguente modo:
– sono indennizzabili, a prescindere dall’accertamento dell’effettiva astensione dall’attività lavorativa, i periodi di congedo di maternità o paternità iniziati in data coincidente o successiva alla data di entrata in vigore della riforma (14 giugno 2017);
– non sono indennizzati, a prescindere dall’accertamento dell’effettiva astensione dall’attività lavorativa, i periodi di congedo di maternità o paternità conclusi prima dell’entrata in vigore della riforma. Tali periodi, pertanto, sono indennizzati solo a fronte dell’effettiva astensione;
– sono indennizzati, relativamente ai periodi di congedo di maternità o paternità in corso di fruizione alla data di entrata in vigore della riforma (14 giugno 2017), i giorni antecedenti alla predetta data solo se accertata l’effettiva astensione dal lavoro, mentre i giorni successivi all’entrata in vigore della riforma devono essere indennizzati a prescindere dall’accertamento di tale astensione.
Si ricorda che i periodi di interdizione anticipata e prorogata, non essendo stati interessati dalla riforma, possono essere indennizzati solo a fronte di effettiva astensione dal lavoro.

Trattamento economico per congedo parentale
L’articolo 8, comma 8, della legge 22 maggio 2017, n. 81, ha abrogato il settimo e l’ottavo periodo dell’articolo 1, comma 788, della legge n. 296/2006, in materia di riconoscimento del diritto al congedo parentale per gli iscritti alla Gestione separata. Pertanto, a far data dall’entrata in vigore della riforma (14 giugno 2017), il congedo parentale per i lavoratori in questione è disciplinato dai commi 4, 5, 6 e 7 del medesimo articolo 8. I mesi di congedo parentale fruibili dai lavoratori interessati aumentano quindi da tre a sei mesi. È stato altresì ampliato da uno a tre anni di vita o dall’ingresso in famiglia/Italia del minore (in caso di adozioni o affidamenti preadottivi) l’arco temporale di fruizione del congedo parentale.
I trattamenti economici per congedo parentale, ancorché fruiti in altra gestione o cassa di previdenza, non possono complessivamente superare tra entrambi i genitori il limite complessivo di sei mesi. Pertanto, l’Istituto continuerà a far dichiarare al soggetto richiedente i periodi di congedo fruiti da se stesso o dall’altro genitore in una cassa o gestione non amministrata dall’INPS.
Le nuove disposizioni non prevedono la possibilità per i lavoratori iscritti alla Gestione separata di fruire del congedo parentale non indennizzato.
Presentazione della domanda
Le domande di congedo di maternità o paternità e le domande di congedo parentale devono essere presentate in modalità telematica.
L’applicazione di acquisizione online è stata aggiornata per consentire, a partire dall’entrata in vigore della legge n. 81/2017, ossia dal 14 giugno 2017, sia l’acquisizione di periodi di congedo parentale con giorni eccedenti tre mesi e fino a sei mesi sia di periodi superiori ad un anno e fino a tre anni di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore in caso di adozione/affidamento nazionale o internazionale. L’applicazione “Domande di maternità online”, disponibile sulla Intranet nell’area “Prestazioni a sostegno del reddito”, è stata aggiornata con le seguenti voci del menù: “Manuali utente”, “Informazioni” e “Liste”.

Regime fiscale
Ai sensi dell’articolo 6 del TUIR l’indennità in argomento, percepita in sostituzione di una delle categorie di reddito ivi indicate, costituisce reddito della stessa categoria di quello sostituito.
Pertanto, ove dovute, all’atto del pagamento l’Istituto effettua la ritenuta alla fonte ai sensi degli articoli 23, 24 e 25 del D.P.R. n. 600/73, con l’applicazione delle aliquote previste dall’articolo 11 del TUIR, il riconoscimento delle detrazioni d’imposta di cui all’articolo 13 del TUIR e il riconoscimento delle eventuali detrazioni per carichi di famiglia di cui all’articolo 12 del TUIR se richieste.
(Circ. Inps n. 109/2018).

Garante Privacy sulla raccolta fondi agevolata degli enti no-profit

Il Garante stabilisce che i donatori potranno essere ricontattati per nuove campagne con il loro consenso (GARANTE DELLLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI – Nota 15 novembre 2018, n. 446)

I donatori che hanno aderito attraverso sms solidali o telefonate da rete fissa a campagne di raccolta fondi promosse da enti no-profit potranno essere informati sull’esito delle iniziative e, se intendono essere ricontattati per nuove campagne, potranno dare il loro consenso in modo semplice tramite il gestore telefonico. Basterà inviare un sms o digitare un tasto sul telefono, al momento della donazione.
Gli operatori telefonici potranno dunque comunicare agli enti no-profit i dati di quanti hanno donato fondi attraverso sms o telefonate da rete fissa, verso la numerazione con codice “455”, per permettere agli enti di rendicontare ai donatori i risultati delle iniziative cui hanno aderito. Gli enti potranno ricontattare i donatori per promuovere nuove campagne di fundraising solo nel caso in cui questi ultimi abbiano espresso il loro consenso.
Il Garante ha ritenuto che le attività di trattamento prese in esame (raccolta fondi per gli enti, addebito del servizio attraverso il credito telefonico e/o in fattura per l’operatore telefonico), pur potendo apparire a prima vista distinte e autonome, devono invece essere considerate un insieme di operazioni che perseguono una finalità comune e si avvalgono di strumenti stabiliti congiuntamente. Enti e operatori telefonici devono essere dunque considerati contitolari del trattamento e, tramite un accordo interno, sono tenuti a stabilire le rispettive responsabilità in merito agli obblighi derivanti dal Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali.
Il Garante ha chiarito, inoltre, che nell’informativa dei gestori telefonici e degli enti no-profit dovranno essere specificati, già in forma sintetica al momento della donazione (con rinvio ad un’informativa più estesa reperibile sui relativi siti di riferimento), il ruolo di contitolarità dei diversi attori e le differenti finalità di trattamento. Società telefoniche ed enti no-profit dovranno infine mettere a punto un sistema che agevoli l’esercizio dei diritti del donatore: in particolare, quello di revoca del consenso, che, come prevede il Regolamento Ue, deve poter essere esercitato “con la stessa facilità con cui è stato accordato”.

ANCE – Circolare sulle recenti Comunicazioni della CNCE

Si riporta la circolare dell’Ance relativa alle indicazioni operative fornite dalla CNCE sui contributi contenuti nell’accordo 18 luglio 2018 per il rinnovo del CCNL Edilizia

La Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili con Comunicazione n. 639, ha fornito al sistema alcune indicazioni operative sulle attuazioni del Protocollo degli Enti bilaterali, allegato 2, al verbale di accordo 18/7/2018 per il rinnovo del CCNL Edilizia.
Con la suddetta Comunicazione è stata confermata, per gli operai, la decorrenza dal 1° ottobre 2018 dei contributi per:
– Fondo sanitario nazionale 0,35%;
– Fondo prepensionamento ulteriore 0,10%;
– Fondo incentivo all’occupazione 0,10%.
Le parti sociali, hanno chiarito che tali aliquote, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, saranno richieste dalle Casse Edili solo dal 1° dicembre 2018. Tale contribuzione, quindi, sarà inserita nella denuncia mensile ad iniziare dal periodo di competenza di dicembre 2018 (pagamento gennaio 2019).
La Comunicazione della Cnce fornisce anche le coordinate dei tre conti correnti sui quali le Casse Edili verseranno, temporaneamente, i contributi in oggetto.
Come espressamente riferito dall’ANCE,
“si tratta di una soluzione provvisoria, in attesa delle determinazioni che saranno assunte dalle parti sociali, a seguito del lavoro delle specifiche Commissioni paritetiche contrattuali.
Per quanto attiene, ad esempio, il Fondo incentivo all’occupazione, occorrerà attendere le determinazioni delle parti sociali sull’ambito nazionale o territoriale dello stesso.
Sono state fornite indicazioni anche sulle assistenze sanitarie previste dalla contrattazione territoriale che, in base al CCNL, decadono automaticamente dal 1° gennaio 2019.
Viene sottolineato che, in relazione alla tempistica di avvio di fatto del Fondo sanitario nazionale, le parti sociali territoriali potranno definire le modalità di conclusione delle prestazioni sanitarie locali, al fine di assicurare la continuità delle stesse.
Per gli impiegati, i versamenti per il Fondo sanitario, determinati nella misura dello 0,26%, saranno effettuati nel mese di dicembre 2018 e comprenderanno i contributi relativi ai tre mesi da ottobre a dicembre.
Ovviamente, qualora le imprese versassero, come previsto dal Ccnl, detta contribuzione tramite le Casse Edili, analogamente a quanto stabilito per gli operai, il pagamento avverrà nel mese di gennaio 2019.”