Gestione Artigiani e Commercianti: avvisi bonari scadenza ad agosto 2018

L’Inps comunica l’inizio delle elaborazioni per l’emissione degli Avvisi Bonari relativi alla rata in scadenza ad agosto 2018 per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni degli artigiani e commercianti.

Gli Avvisi Bonari saranno a disposizione del contribuente all’interno del Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti. Il Cassetto previdenziale – si ricorda – offre la visione d’insieme della situazione aziendale tramite un unico canale di accesso alle informazioni contenute negli archivi gestionali dell’INPS. Per suo tramite, i contribuenti hanno a disposizione la possibilità di verificare la propria posizione assicurativa e previdenziale, nonché di stampare i mod. F24 utili al versamento della contribuzione dovuta alla gestione di competenza.
A tale funzione si potrà accedere, direttamente o per il tramite di un intermediario delegato, attraverso il sito dell’Istituto www.inps.it, nell’ambito della sezione dedicata ai “Servizi online”, autenticandosi con il PIN di accesso abbinato al proprio codice fiscale.
Gli Avvisi Bonari saranno a disposizione del contribuente all’interno del Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti (cfr. messaggio n. 5769/2012) al seguente indirizzo: “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Posizione Assicurativa” > “Avvisi Bonari”.
Come di consueto sarà predisposta anche la relativa comunicazione, visualizzabile al seguente indirizzo: “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Comunicazione bidirezionale” > “Atti emessi” “Avvisi Bonari generalizzati”.
Contestualmente sarà inviata una e-mail di alert ai titolari della posizione contributiva ed ai loro intermediari che abbiano fornito, tramite Cassetto, il proprio indirizzo di posta elettronica.
Qualora l’iscritto avesse già effettuato il pagamento, potrà comunicarlo utilizzando l’apposito servizio presente al seguente indirizzo: “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Comunicazione bidirezionale” > “Comunicazioni” > “Invio quietanza di versamento”.
In caso di mancato pagamento, l’importo dovuto verrà richiesto tramite Avviso di Addebito con valore di titolo esecutivo (con messaggio n. 3878/2018 –

INPS: indicazioni per la proroga delle note di rettifica per conguagli CIGO/CIGS

Prorogati i termini per il passaggio delle note di rettifica per conguagli CIGO/CIGS alla procedura “Nuovo Recupero Crediti”.

Le note di rettifica notificate e scadute saranno trasmesse alla procedura “Nuovo Recupero Crediti” dopo 60 giorni dalla scadenza; tale termine sarà ricondotto a 30 giorni a decorrere dal 15 novembre 2018.
Deve precisarsi che, per ogni autorizzazione e tipologia di CIG si considerano come ore conguagliabili le ore autorizzate meno quelle già conguagliate. In presenza di autorizzazione inesistente o scaduta la procedura considera uguale a “0” le ore conguagliate. Il calcolo del tetto massimo è un importo corrispondente al valore del tetto massimo orario di CIG annualmente determinato, moltiplicato per il numero delle ore conguagliabili. Se l’importo dichiarato per tipologia di CIG è inferiore al tetto massimo la procedura considera esatto l’importo dichiarato. Se l’importo dichiarato nella denuncia individuale e aggregato per tipologia di CIG è superiore al tetto massimo conguagliabile, la procedura di calcolo non modifica il conguaglio individuale, ma genera automaticamente, a livello aziendale, un codice esclusivamente ad uso interno, per tipologia di CIG, avente il significato di “eccedenza CIG”.
I codici istituiti per le diverse tipologie sono i seguenti:
DCGO eccedenza CIG ordinaria; CGS eccedenza CIG straordinaria; DCGD eccedenza CIGS in deroga.
I suddetti codici vengono evidenziati in nota di rettifica con importo a zero nella colonna dichiarato e l’eccedenza viene riportata nella colonna calcolato.

Gestione separata: obblighi contributivi per soggetti non residenti (2/2)

Si forniscono istruzioni sulla corretta applicazione delle norme in materia di legislazione applicabile, di cui ai regolamenti comunitari, ai soggetti iscritti alla Gestione separata..

… A decorrere dal 1° maggio 2010, il lavoratore che eserciti attività in più Stati deve essere assoggettato alla legislazione di un solo Stato membro. Nei casi in cui, in applicazione delle norme comunitarie, il lavoratore deve essere assoggettato alla legislazione italiana, per l’esercizio di attività che comportano l’iscrizione alla Gestione separata si possono verificare in concreto le seguenti fattispecie:
1) Lavoratore che esercita in Italia un’attività subordinata, per la quale è assicurato in Italia, e che contemporaneamente esercita in uno o più Stati membri un’altra attività che nel regime previdenziale estero è considerata attività autonoma. In tale ipotesi, se l’attività svolta all’estero rientra tra le attività che in Italia comportano l’iscrizione alla Gestione separata, il lavoratore è obbligato ad iscriversi a tale Gestione. L’iscrizione è effettuata direttamente dal lavoratore utilizzando il canale telematico. L’obbligo contributivo è invece in capo all’azienda committente, che deve procedere nel modo seguente:
– richiedere il codice fiscale all’Agenzia delle Entrate ai soli fini previdenziali;
– effettuare il pagamento della contribuzione, tramite F24 telematico, entro il 16 del mese successivo a quello in cui è stato effettivamente erogato il compenso;
– inviare il flusso Uniemens, relativo ai dati del lavoratore, entro la fine del mese in cui è avvenuto il pagamento della contribuzione.
2) Lavoratore che in Italia esercita sia un’attività subordinata che un’attività autonoma e contemporaneamente esercita un’attività autonoma in uno o più Stati membri. È il caso, ad esempio, della frequente fattispecie di chi in Italia è iscritto come lavoratore subordinato e svolge contemporaneamente un’attività come amministratore sia in Italia, e per l’esercizio della quale è iscritto alla Gestione separata, che in altri Stati membri. In questa ipotesi la contribuzione per l’attività di amministratore svolta all’estero è dovuta alla Gestione separata, con i medesimi adempimenti da parte del committente.
3) Lavoratore che in Italia esercita sia un’attività subordinata che un’attività autonoma e contemporaneamente esercita l’attività di amministratore in uno Stato membro. Nel caso in cui l’attività di amministratore all’estero sia considerata, dal punto di vista previdenziale, un’attività subordinata, il lavoratore deve essere comunque assicurato in Italia, in quanto anche in Italia esercita un’attività di lavoro subordinato. Anche in questi casi gli adempimenti contributivi devono essere riferiti alla Gestione separata e seguono i criteri già specificati.
4) Lavoratore che in Italia esercita sia un’attività subordinata che un’attività professionale, per la quale è iscritto alla Gestione separata, e contemporaneamente esercita un’attività professionale in uno Stato membro. Il lavoratore deve essere comunque assicurato in Italia, in quanto in Italia esercita anche l’attività di lavoro subordinato. In tali casi il soggetto già iscritto alla Gestione separata deve assoggettare alla contribuzione previdenziale il reddito derivante dall’attività professionale svolta all’estero.
5) Lavoratore che esercita un’attività subordinata in Italia e contemporaneamente un’attività professionale in uno Stato membro. Il lavoratore deve essere comunque assicurato in Italia, in quanto in Italia esercita l’attività di lavoro subordinato. Deve iscriversi alla Gestione separata quale libero professionista e calcolare i contributi dovuti alla stessa gestione sul reddito prodotto dall’attività professionale all’estero.
Con riferimento, invece, ai casi in cui il lavoratore debba essere assoggettato alla legislazione di altro Stato, anche se è esercitata un’attività che in Italia comporta l’iscrizione alla Gestione separata, il lavoratore deve essere assoggettato unicamente alla legislazione dello Stato estero. Pertanto non sussiste alcun obbligo di versamento contributivo in Italia.
In ogni caso, per l’applicazione delle disposizioni comunitarie che regolano l’esercizio di un’attività lavorativa in due o più Stati membri, l’istituzione competente deve determinare gli obblighi previdenziali valutando l’insieme delle retribuzioni e/o dei redditi percepiti per le singole attività come se questi fossero percepiti per attività svolte interamente nel territorio di detto Stato.