Autotrasportatori: i benefici fiscali per il 2018

Pubblicate le misure delle agevolazioni a favore degli autotrasportatori per il 2018 e fornite le indicazioni per compilare la dichiarazione dei redditi (Ministero dell’Economia e delle Finanze e Agenzia delle Entrate – Comunicati 16 luglio 2018).

 

Per l’autotrasporto merci per conto di terzi effettuato personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa è prevista una deduzione forfetaria di spese non documentate, per il periodo d’imposta 2017, nella misura di 38,00 euro, una sola volta per ogni giorno di effettuazione di trasporti, indipendentemente dal numero dei viaggi.
La deduzione spetta anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35% di quello riconosciuto per i medesimi trasporti oltre il territorio comunale.
Le imprese di autotrasporto merci (conto terzi e conto proprio) possono recuperare nel 2018 fino a un massimo di 300 euro per ciascun veicolo (tramite compensazione in F24) le somme versate nel 2017 come contributo al Servizio sanitario nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate, utilizzando per la compensazione in F24 il codice tributo “6793”.
Con specifico riferimento alle modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi, la deduzione forfetaria per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore va riportata nei quadri RF e RG dei modelli REDDITI 2018 PF e SP, utilizzando nel rigo RF55 i codici 43 e 44 e nel rigo RG22 i codici 16 e 17, così come indicato nelle istruzioni del modello REDDITI.
I codici si riferiscono, rispettivamente, alla deduzione per i trasporti all’interno del Comune e alla deduzione per i trasporti oltre tale ambito.

Trasferimento della proprietà di veicoli tra coniugi separati: niente imposta bollo

Forniti chiarimenti in tema di applicazione dell’esenzione delle imposte di bollo con riguardo alle operazioni di aggiornamento della carta di circolazione per trasferimento della proprietà di veicoli tra coniugi in stato di separazione giudiziale o a seguito di scioglimento del matrimonio (Ministero Infrastrutture e Trasporti – circolare n. 16955/2018).

È esente da imposta di bollo l’aggiornamento della carta di circolazione per trasferimento della proprietà di veicoli tra coniugi a seguito di separazione giudiziale o di sentenza di scioglimento di matrimonio, in linea con quanto previsto dalla normativa che prevede l’esenzione dall’imposta di bollo di tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio.

Di fatto, l’assegnazione della proprietà di veicoli, disposta nell’ambito della sentenza di separazione o di scioglimento del matrimonio costituisce una modalità di regolazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi ed è pertanto esenta da imposta di bollo.

Imprese di autotrasporto: via libera ai contributi per l’innovazione

Via libera agli incentivi 2018 in favore delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi che investono per il rinnovo e l’adeguamento tecnologico del parco veicolare e per l’acquisizione di beni strumentali per il trasporto intermodale. Ammessi gli investimenti avviati dopo il 17 luglio 2018 e ultimati entro il 15 aprile 2019 (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Decreto 20 aprile 2018, n. 221)

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stanziato, per l’anno 2018, la somma di 33.600.000 Euro per l’erogazione di contributi in favore delle le imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi, nonché le strutture societarie, risultanti dall’aggregazione di dette imprese, iscritte al Registro elettronico nazionale (REN), ovvero, relativamente alle imprese che esercitano con veicoli di massa complessiva fino a 1,5 t, iscritte all’Albo nazionale delle imprese che esercitano l’attività di autotrasporto, allo scopo di incentivare gli investimenti per il rinnovo e l’adeguamento tecnologico del parco veicolare e per l’acquisizione di beni strumentali per il trasporto intermodale.

I contributi possono essere richiesti per finanziare:
– l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG, ibrida (diesel/elettrico) e elettrica (Full Electric) nonché per l’acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica;
– la radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate;
– l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO, dotati di dispositivi innovativi volti a conseguire maggiori standard di sicurezza e di efficienza energetica nonché per l’acquisizione di rimorchi e semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori a 7 tonnellate allestiti per trasporti in regime ATP, rispondenti a criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale;
– l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta casse così da facilitare l’utilizzazione di differenti modalità di trasporto in combinazione fra loro senza alcuna rottura di carico.

Le risorse disponibili sono ripartite per ciascuna tipologia di investimento e i contributi sono erogabili fino a concorrenza delle risorse disponibili per ogni raggruppamento. In ogni caso l’importo massimo ammissibile per gli investimenti per singola impresa non può superare euro 750.000,00. Tale soglia non è derogabile anche in caso di accertata disponibilità delle risorse finanziarie rispetto alle richieste pervenute e dichiarate ammissibili.

Le domande di accesso agli incentivi possono essere presentate esclusivamente per investimenti avviati dopo il 17 luglio 2018 (data di entrata in vigore del decreto ministeriale n. 221/2018) e ultimati entro il 15 aprile 2019.
I beni acquistati con gli incentivi non possono essere alienati e devono rimanere nella disponibilità del beneficiario del contributo fino a tutto il 31 dicembre 2021, pena la revoca del contributo erogato. Non si procede comunque all’erogazione del contributo nel caso di trasferimento della disponibilità dei beni oggetto degli incentivi nel periodo intercorrente fra la data di presentazione della domanda e la data di pagamento del beneficio.
In ogni caso è esclusa la cumulabilità con altre forme di incentivi o benefici relativamente alle medesime tipologie di investimenti e per i medesimi costi ammissibili.

Con il Decreto Direttoriale 5 luglio 2018 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha definito, invece, I termini, le modalità di compilazione e presentazione della domanda, nonché le ulteriori condizioni di accesso agli incentivi.