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Imprese di autotrasporto: via libera ai contributi per l’innovazione

Via libera agli incentivi 2018 in favore delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi che investono per il rinnovo e l’adeguamento tecnologico del parco veicolare e per l’acquisizione di beni strumentali per il trasporto intermodale. Ammessi gli investimenti avviati dopo il 17 luglio 2018 e ultimati entro il 15 aprile 2019 (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Decreto 20 aprile 2018, n. 221)

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stanziato, per l’anno 2018, la somma di 33.600.000 Euro per l’erogazione di contributi in favore delle le imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi, nonché le strutture societarie, risultanti dall’aggregazione di dette imprese, iscritte al Registro elettronico nazionale (REN), ovvero, relativamente alle imprese che esercitano con veicoli di massa complessiva fino a 1,5 t, iscritte all’Albo nazionale delle imprese che esercitano l’attività di autotrasporto, allo scopo di incentivare gli investimenti per il rinnovo e l’adeguamento tecnologico del parco veicolare e per l’acquisizione di beni strumentali per il trasporto intermodale.

I contributi possono essere richiesti per finanziare:
– l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG, ibrida (diesel/elettrico) e elettrica (Full Electric) nonché per l’acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica;
– la radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate;
– l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO, dotati di dispositivi innovativi volti a conseguire maggiori standard di sicurezza e di efficienza energetica nonché per l’acquisizione di rimorchi e semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori a 7 tonnellate allestiti per trasporti in regime ATP, rispondenti a criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale;
– l’acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta casse così da facilitare l’utilizzazione di differenti modalità di trasporto in combinazione fra loro senza alcuna rottura di carico.

Le risorse disponibili sono ripartite per ciascuna tipologia di investimento e i contributi sono erogabili fino a concorrenza delle risorse disponibili per ogni raggruppamento. In ogni caso l’importo massimo ammissibile per gli investimenti per singola impresa non può superare euro 750.000,00. Tale soglia non è derogabile anche in caso di accertata disponibilità delle risorse finanziarie rispetto alle richieste pervenute e dichiarate ammissibili.

Le domande di accesso agli incentivi possono essere presentate esclusivamente per investimenti avviati dopo il 17 luglio 2018 (data di entrata in vigore del decreto ministeriale n. 221/2018) e ultimati entro il 15 aprile 2019.
I beni acquistati con gli incentivi non possono essere alienati e devono rimanere nella disponibilità del beneficiario del contributo fino a tutto il 31 dicembre 2021, pena la revoca del contributo erogato. Non si procede comunque all’erogazione del contributo nel caso di trasferimento della disponibilità dei beni oggetto degli incentivi nel periodo intercorrente fra la data di presentazione della domanda e la data di pagamento del beneficio.
In ogni caso è esclusa la cumulabilità con altre forme di incentivi o benefici relativamente alle medesime tipologie di investimenti e per i medesimi costi ammissibili.

Con il Decreto Direttoriale 5 luglio 2018 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha definito, invece, I termini, le modalità di compilazione e presentazione della domanda, nonché le ulteriori condizioni di accesso agli incentivi.

Lesione del vincolo fiduciario e proporzionalità della sanzione disciplinare

In caso di licenziamento per giusta causa, al fine di stabilire se la lesione del vincolo fiduciario sia tale da giustificare la massima sanzione disciplinare, il giudice deve valutare la gravità dei fatti addebitati al lavoratore e la proporzionalità fra tali fatti e la sanzione inflitta.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore, licenziato per motivi disciplinari consistiti nell’aver in una occasione trattenuto per sé i contanti ricevuti da clienti diversi dal destinatario della merce, versando in cassa fra l’altro, un assegno di elevato importo, emesso da un cliente successivamente risultato insoluto; nell’avere, inoltre, emesso due fatture con pagamento dilazionato in favore dello stesso cliente “bloccato” per superamento di fido; nell’aver versato due asségni rilasciati dal medesimo cliente a saldo di fatture, poi rimasti insoluti.
Comportamenti, questi, che rivestono valore di particolare gravità avuto riguardo all’interesse del datore di lavoro ad una corretta esecuzione della prestazione lavorativa, e tali quindi da giustificare l’irrogazione della massima sanzione disciplinare.
Come anticipato, è consolidato l’orientamento della giurisprudenza secondo cui, la giusta causa di licenziamento deve rivestire il carattere di grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro e, in particolare, dell’elemento fiduciario, dovendo il giudice valutare, da un lato, la gravità dei fatti addebitati al lavoratore, in relazione alla portata oggettiva e soggettiva dei medesimi, alle circostanze nelle quali sono stati commessi e all’intensità del profilo intenzionale; dall’altro, la proporzionalità fra tali fatti e la sanzione inflitta, per stabilire se la lesione dell’elemento fiduciario, su cui si basa la collaborazione del prestatore di lavoro, sia tale, in concreto, da giustificare la massima sanzione disciplinare.
La giusta causa di licenziamento integra una clausola generale, che richiede di essere concretizzata tramite valorizzazione dei fattori esterni relativi alla coscienza generale e dei principi tacitamente richiamati dalla norma, mediante specificazioni che hanno natura giuridica e la cui disapplicazione è deducibile in sede di legittimità come violazione di legge.

Trasferimento della proprietà di veicoli tra coniugi separati: niente imposta bollo

Forniti chiarimenti in tema di applicazione dell’esenzione delle imposte di bollo con riguardo alle operazioni di aggiornamento della carta di circolazione per trasferimento della proprietà di veicoli tra coniugi in stato di separazione giudiziale o a seguito di scioglimento del matrimonio (Ministero Infrastrutture e Trasporti – circolare n. 16955/2018).

È esente da imposta di bollo l’aggiornamento della carta di circolazione per trasferimento della proprietà di veicoli tra coniugi a seguito di separazione giudiziale o di sentenza di scioglimento di matrimonio, in linea con quanto previsto dalla normativa che prevede l’esenzione dall’imposta di bollo di tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio.

Di fatto, l’assegnazione della proprietà di veicoli, disposta nell’ambito della sentenza di separazione o di scioglimento del matrimonio costituisce una modalità di regolazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi ed è pertanto esenta da imposta di bollo.