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INPS: indicazioni sulla decontribuzione premi di produttività

Si forniscono indicazioni sulla fruizione della riduzione contributiva per i premi di produttività del settore privato.

La nuova normativa riguardante la tassazione agevolata dei premi di risultato, ha soppresso il massimale più elevato di premi detassati – 4.000,00 euro -, applicando il limite generale di 3.000,00 euro, ed introducendo, con riferimento ad una quota dei premi di risultato non superiore a 800,00 euro: una riduzione, pari a venti punti percentuali, dell’aliquota contributiva IVS a carico del datore di lavoro; l’esclusione di ogni contribuzione a carico del dipendente; la corrispondente riduzione dell’aliquota di computo per il calcolo del trattamento pensionistico.
L’aliquota IVS da valutare ai fini della riduzione è quella in vigore nel mese di corresponsione del premio agevolabile. Trattandosi di una riduzione dell’aliquota non avente una funzione di incentivo all’assunzione la stessa è cumulabile con altri benefici contributivi previsti dalla normativa vigente; in queste ipotesi, l’aliquota a carico del datore su cui operare la riduzione dei venti punti è quella al lordo di eventuali agevolazioni, che andranno ad operare sulla contribuzione residua dovuta.
Alla luce della decontribuzione IVS e della collegata indicazione normativa ai fini del calcolo pensionistico, il premio che fruisce del beneficio in esame non va considerato nella determinazione della retribuzione ai fini pensionistici. Allo stesso modo, non va computato ai fini del raggiungimento del massimale annuo della base contributiva e pensionabile.
L’agevolazione contributiva è da considerarsi annuale e, conseguentemente, qualora un lavoratore abbia stipulato più rapporti di lavoro, il beneficio contributivo potrà essere usufruito dal successivo datore fino ad esaurimento del plafond di 800 euro di premio. A tal fine, il lavoratore deve comunicare al proprio datore la quota di premio di produttività, ricevuto nel medesimo anno da un diverso datore, che fruisce della decontribuzione in parola.
Trattandosi di beneficio contributivo, la fruizione è subordinata al rispetto delle condizioni che impongono ai datori di lavoro il possesso dei requisiti di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Accordo per l’apprendistato duale per l’artigianato Veneto

Sottoscritto, il giorno 1/10/2018, tra Confartigianato Imprese Veneto, Cna Veneto, Casartigiani Veneto le OO.SS. del Veneto CGIL CISL UIL l’Accordo Interconfederale regionale per l’apprendistato duale nelle imprese artigiane e le pmi ex art. 43 ed art. 45 del D.Lgs. 81/2015

Il nuovo accordo, in armonia con le norme contenute negli artt. 43 e 45 del D.Lgs. 81/2015, che demandano alle Regioni la disciplina specifica dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, nel sostituire l’accordo interconfederale regionale precedente del 21/6/2016, dispone quanto segue:

Disciplina comune
Decorrenza e sfera di applicazione

La presente disciplina sostituisce e abroga integralmente la precedente con decorrenza dal 2/10/2018.
La disciplina prevista negli articoli successivi ha efficacia per le assunzioni di apprendisti ex art. 43 ed ex art. 45 del D.Lgs. 15/6/2015, n. 81 effettuate dalle imprese artigiane e dalle PMI rientranti nel campo di applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali firmatarie del presente Accordo ovvero dalle rispettive confederazioni a livello nazionale.
Contratto di apprendistato
L’avvio del contratto di apprendistato è subordinato:
a) alla verifica dei requisiti relativi alle capacità tecniche, strutturali e formative dell’impresa, cosi come individuati e declinati dalle disposizioni normative nazionali e regionali vigenti;
b) alla sottoscrizione della Convenzione o del Protocollo con l’istituzione scolastica/formativa da definirsi secondo lo schema allegato al Decreto Interministeriale del 12/10/2015 ovvero secondo format concordati con le istituzioni regionali competenti;
c) alla co-progettazione con l’istituzione scolastica/formativa del piano formativo individuale da definirsi secondo lo schema allegato al Decreto Interministeriale del 12/10/2015 ovvero secondo format concordati con le istituzioni regionali competenti; in ogni caso dovrà essere indicata la distinzione tra le ore di formazione interna all’azienda, quelle di formazione esterna e la durata e l’articolazione dell’orario di lavoro.
Periodo di prova
La durata del periodo di prova è pari a 90 ore di presenza in azienda. Ai fini del superamento del periodo di prova si considerano sia le ore di formazione interna e quelle di effettivo lavoro.
Welfare collettivo
Previdenza complementare. Oltre alla corresponsione della retribuzione di cui ai punti precedenti, il datore di lavoro verserà con un importo di € 250,00 annui quale “quota di adesione contrattuale”, ad un fondo negoziale di previdenza complementare dell’artigianato. Il versamento verrà effettuato nel suo intero ammontare al termine del periodo formativo secondo gli importi di seguito indicati. Tale versamento non comporterà l’obbligo del contemporaneo conferimento della quota di TFR. Per i lavoratori già iscritti ad un fondo la quota di adesione contrattuale si sommerà ai versamenti derivanti dalla normale contribuzione al fondo.

Durata dell’apprendistato

Quota di adesione contrattuale complessivamente spettante

Periodo di versamento

Apprendistato di durata pari o inferiore ai 12 mesi 250,00 euro Da versarsi con l’ultima busta paga relativa al periodo di apprendistato
Apprendistato di durata superiore ai 12 mesi e inferiore ai 24 mesi 500,00 euro Da versarsi con l’ultima busta paga relativa al periodo di apprendistato
Apprendistato di durata superiore a 24 mesi e inferiore ai 36 mesi 750,00 euro Da versarsi con l’ultima busta paga relativa al periodo di apprendistato
Apprendistato di durata superiore a 36 mesi 1.000,00 euro Da versarsi con l’ultima busta paga relativa al periodo di apprendistato

– Borsa di studio per il conseguimento del titolo di studio. In seguito al conseguimento del titolo di studio nell’ambito di un contratto di apprendistato stipulato ai sensi del presente Accordo al giovane è riconosciuto un importo pari ad euro 1.050,00.
La durata minima del contratto di apprendistato è quella prevista dalla legislazione vigente.
La prestazione di cui sopra potrà essere richiesta dai giovani, previa presentazione della documentazione attestante il conseguimento del titolo di studio, tramite gli sportelli Ebav a partire dall’anno formativo 2018/2019.
Malattia
L’apprendista è tenuto a giustificare l’assenza per malattia per le sole giornate in cui è prevista la presenza in azienda e con le stesse modalità in atto per i dipendenti.

Disciplina Apprendistato ex art. 43 D.Lgs. 15/6/2015, n. 81 per il conseguimento della qualifica
Durata dell’apprendistato
La durata dell’apprendistato ex art. 43 del D.Lgs. 15/6/2015, n. 81 non può essere inferiore ai 6 mesi e sarà pari nel massimo alla durata ordinamentale dei relativi percorsi.
I datori di lavoro hanno la facoltà di prorogare il contratto di apprendistato fino ad un anno nel caso in cui, al termine del percorso formativo, l’apprendista non abbia conseguito la qualifica, il diploma, il certificato di specializzazione tecnica superiore o il diploma di maturità professionale all’esito del corso annuale integrativo.
Successivamente al conseguimento della qualifica o del diploma professionale ai sensi del D.Lgs. 17/10/2005, n. 226, nonché del diploma di istruzione secondaria superiore o del certificato di specializzazione tecnica superiore, allo scopo di acquisire la qualificazione professionale ai finì contrattuali, il contratto di apprendistato ex art. 43 del D.Lgs. 15/6/2015, n. 81 potrà essere trasformato in contratto di apprendistato professionalizzante. In caso di trasformazione non sarà ammesso il periodo di prova. La trasformazione dovrà essere comunicata per iscritto ai lavoratore entro 5 giorni dalla conclusione del percorso formativo.
Orario di lavoro
La configurazione dell’orario di lavoro nell’ambito del contratto di apprendistato ex art. 43 del D.Lgs. 15/6/2015, n. 81 deve essere definita tenendo conto dell’articolazione del monte ore formativo, comprensivo della formazione interna ed esterna.
Retribuzione
Il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo per le ore svolte dall’apprendista presso l’istituzione formativa (formazione esterna).
Per le ore di formazione svolte presso l’impresa (formazione interna), al lavoratore viene riconosciuta una retribuzione oraria pari al 10% di quella dovuta.
Per le ulteriori ore svolte in azienda, non rientranti nella formazione interna, le Parti convengono che il trattamento economico sia determinato dall’applicazione delle percentuali indicate di seguito sulla retribuzione tabellare dei contratti di primo livello, relativa alla categoria/livello convenzionale di inquadramento di cui sopra.

Anno di inserimento all’interno dell’impresa

Percentuale (da calcolarsi sulla base del livello/categoria di inquadramento individuato/a in sede di assunzione)

Primo anno di inserimento in impresa Non inferiore al 51%
Secondo anno di inserimento in impresa Non inferiore ai 56%
Terzo anno di inserimento in impresa Non inferiore al 65%
Quarto anno di inserimento in impresa Non inferiore ai 75%

Disciplina ex art 45 del D.Lgs. 15/6/2015, n. 81 per l’Apprendistato di alta formazione e ricerca
Durata dell’apprendistato
La durata dell’apprendistato, che non può essere inferiore ai 6 mesi, è posta in relazione alle singole fattispecie disciplinate dall’art. 45 del D.Lgs. 15/6/2015, n. 81 ed è pari nel massimo a quanto previsto dalla normativa vigente.
Retribuzione dell’apprendista
Il datore di lavoro, sulla base del comma 3 art. 45 del D.Lgs. 15/6/2015, n. 81, è esonerato da ogni obbligo retributivo per le ore svolte dall’apprendista presso l’istituzione formativa (formazione esterna).
Per le ore di formazione svolte presso l’impresa (formazione interna), al lavoratore viene riconosciuta una retribuzione oraria pari al 10% di quella dovuta.
Per le ulteriori ore svolte in azienda, non rientranti nella formazione interna, le Parti convengono che il trattamento economico sia determinato dall’applicazione delle percentuali indicate di seguito sulla retribuzione tabellare dei contratti di primo livello, relativa alla categoria/livello nel quale egli sarà inquadrato al termine de! periodo di apprendistato. La crescita delle percentuali è legata alla permanenza in impresa.

Anno di inserimento all’interno dell’impresa

Percentuale (da calcolarsi sulla base del livello/categoria di inquadramento Individuato/a in sede di assunzione)

Primo anno di inserimento in impresa Non inferiore all’80%
Secondo anno dì inserimento in impresa Non inferiore all’85%
Terzo anno di inserimento in impresa Non inferiore al 90%
Anni di inserimento in azienda successivi al terzo Non inferiore al 92%

Responsabile anche il contribuente per l’infedeltà della dichiarazione

In caso di dichiarazione infedele da parte del commercialista, il contribuente è tenuto a pagare, oltre le imposte e gli interessi, anche le sanzioni se l’intermediario non sia stato oggetto di procedimento penale a seguito di denuncia del contribuente stesso (Corte di Cassazione – Sez. trib. – Ordinanza 04 ottobre 2018, n. 24307).

La Suprema Corte accoglie il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate contro la decisione della CTR che in accoglimento dell’appello del contribuente ha annullato gli avvisi di accertamento impugnati in quanto – pur risultando pacifica l’omessa presentazione della dichiarazione – ha ritenuto che la delega a professionista di tutti gli incombenti fiscali (incluso il computo delle imposte, il versamento – avvenuto – dei tributi dovuti, la presentazione della dichiarazione, redatta ma non inviata per via telematica da parte del professionista stesso) da parte del contribuente ha posto questi in condizione di buona fede mandandolo esente da ogni responsabilità anche in punto sanzioni.
Per l’Amministrazione ricorrente il giudice ha ritenuto erroneamente che la mancata presentazione della dichiarazione non possa esser imputata al contribuente che in buona fede aveva affidato tal incarico al proprio professionista.
La Cassazione ribadisce che l’infedeltà dell’intermediario che, incaricato del pagamento dell’imposta e della trasmissione della dichiarazione dei redditi, ometta di provvedervi, quand’anche accertata in sede penale, non esonera il contribuente dal pagamento dell’imposta stessa, rimanendo non dovuti soltanto gli interessi e le sanzioni.
Nel caso di specie, poiché non si evince dalla sentenza impugnata che l’intermediario sia stato oggetto di procedimento penale a seguito di denuncia del contribuente, resta quindi il contribuente tenuto anche al pagamento delle sanzioni (non così ovviamente i suoi eredi, ai quali il carico sanzionatorio certamente non si trasmette ex lege).
Conseguentemente, ha errato la CTR nel ritenere che l’adempimento degli obblighi contabili prodromici alla presentazione della dichiarazione e i versamenti delle imposte, in assenza di regolare invio della dichiarazione per via telematica da parte dell’intermediario, e quindi una sostanziale dismissione dei suoi obblighi a favore dell’intermediano stesso, che poi non ha inviato la dichiarazione, possa mandare il medesimo assolto da ogni responsabilità relativamente agli obblighi di compilance sia quanto ai debito d’imposta, che l’Erario dovrà quindi accertare esercitando il potere di controllo, sia quanto al debito a titolo di sanzioni.