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Bonus musica anche per il 2018

Anche per il 2018, per gli studenti di musica viene riconosciuto un contributo per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi (art. 1, co. 643, L. n. 205/2017 – Legge di bilancio 2018).

Il contributo spetta agli studenti iscritti nei licei musicali e agli iscritti ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento e ai corsi di diploma di I e di II livello dei conservatori di musica, degli istituiti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
Lo sconto è subordinato al regolare pagamento delle tasse e dei contributi dovuti per l’iscrizione, provato da un certificato d’iscrizione, non ripetibile per tale finalità, che lo studente deve richiedere al proprio istituto, da cui risulti il suo cognome, nome, codice fiscale, corso e anno d’iscrizione nonché lo strumento musicale coerente con il corso di studi.

Il suddetto certificato deve essere consegnato al rivenditore al momento dell’acquisto dello strumento che lo conserva fino al termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate può esercitare attività di accertamento.
Lo sconto è concesso nel limite del 65% del prezzo finale dello strumento, comprensivo di IVA, e fino ad un massimo di € 2.500. È concesso per l’acquisto di un solo strumento musicale (anche in caso di acquisito di un singolo componente dello strumento), affine o complementare con il corso di studi, e viene applicato dal venditore sul prezzo di vendita e successivamente rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo, da utilizzare in compensazione ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. n. 241/1997 nel modello f24, indicando il codice tributo 6865.

Notifica dell’avviso di accertamento alla società di persone e non al socio

la Cassazione afferma che al socio di una società di persone non è necessario notificare l’avviso di accertamento emesso nei confronti della società, essendo sufficiente la notifica della cartella di pagamento. (CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 gennaio 2018, n. 800)

Nella fattispecie posta all’esame della Suprema Corte, l’Agenzia delle Entrate impugnava la sentenza della CTR del Lazio, relativa a una ripresa a tassazione per i maggiori redditi di partecipazione non dichiarati da parte di uno dei soci di una società di persone (in proporzione della quota), in particolare, mediante invio della sola cartella al socio accomandante, essendosi l’avviso d’accertamento consolidatosi in capo alla società di persone.
L’ufficio denuncia la violazione degli artt. 2304, 2313, e 2315, c.c., nonché degli artt. 12, 24, 25, 45 e 50 del DPR 602/73, in relazione all’art. 360 primo comma n. 3 c.p.c., in quanto, erroneamente, i giudici d’appello avrebbero ritenuto invalida la cartella, perché non preceduta dalla notifica del prodromico atto impositivo, anche nei confronti del socio accomandante destinatario della stessa. ll ricorso è fondato. Secondo la giurisprudenza di questa Corte è, infatti, consolidato il principio in virtù del quale al socio di una società di persone (responsabile solidalmente e illimitatamente dei debiti tributari della società, o, nel caso del socio accomandante di una società in accomandita semplice – come nella specie -, limitatamente alla quota conferita, ai sensi dell’art. 2313 cod. civ.) non è necessario notificare l’avviso di accertamento emesso nei confronti della società, essendo sufficiente la notifica della cartella di pagamento (o dell’avviso di mora), fermo restando, però, che il suo diritto di difesa è garantito dalla possibilità di contestare la pretesa originaria, impugnando insieme all’atto notificato anche quelli presupposti, la cui notificazione sia stata omessa o risulti irregolare.
I giudici d’appello si sono manifestamente discostati dal superiore principio. La sentenza va, pertanto, cassata e la causa va rinviata alla Commissione tributaria regionale del Lazio, affinché, alla luce dei principi sopra esposti, riesamini il merito della controversia.

Elemento di garanzia retributiva per i dipendenti del CCNL Industria turistica

Spetta a gennaio, l’elemento di garanzia retributivaper i dipendenti da aziende dell’Industria Turistica.

 

Ai dipendenti qualificati in forza nelle aziende turistiche che, nei quattro anni precedenti all’1/1/2018, risultino prive di contratto di secondo livello e non abbiano percepito altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante dal contratto collettivo, percepiranno, nel caso in cui dopo la presentazione di una piattaforma integrativa territoriale o aziendale, non venga definito un accordo entro il mese di ottobre 2017, con la retribuzione del mese di gennaio 2018 i seguenti importi qui di seguito riportati.

Area

Importo

A 186,00
B 158,00
C 140,00

 

L’elemento di garanzia riguarda i lavoratori qualificati in forza all’1/10/2017, che risultino iscritti nel libro unico da almeno sei mesi. L’azienda calcolerà l’importo in proporzione alle giornate di effettiva prestazione lavorativa prestate alle proprie dipendenze nel periodo 1/6/2015 – 1/10/2017.
Per i lavoratori a tempo parziale, l’ammontare dell’elemento di garanzia sarà calcolato in proporzione all’entità della prestazione lavorativa.
Dall’adempimento di cui sopra sono escluse le aziende che versino in comprovate situazioni di difficoltà economico-produttive che abbiano in essere il ricorso agli ammortizzatori sociali definiti da apposito accordo sindacale.